Durante i mesi in cui ho messo insieme le idee per creare Piedini Verdi, la curiosità mi ha condotto all’eco psicologia, disciplina che connette due scienze: la psicologia e l’ecologia. 

Lo scopo di questa unione è quello di ristabilire un equilibrio tra l’uomo e l’ambiente in cui vive

Mi ha colpito l’intervista di una delle sue esponenti in Italia, Marcella Danon, nella quale sostiene che il prossimo passaggio evolutivo dell’uomo sarà il riconoscere che “noi siamo la terra”, con tutto quello che ne consegue in termini di consapevolezza e responsabilità. L’eco psicologia, infatti, rispetto ad una visione antroprocentrica “il mondo è qui per noi”, valorizza la percezione eco centrica del sentirsi parte, insieme al mondo, di un processo in evoluzione.

Mi sono chiesta:

come trasmetto ai miei figli questo messaggio? Come preservo l’importante significato di concetti come “bio” o “eco” affinché non si riducano a mode da radical chic ed etichette prive di significato (e più costose)?

Affinché i bambini imparino ad essere consapevoli e responsabili credo sia importante che conoscano il mondo il più possibile attraverso l’esperienza diretta; solo la pratica permette di entrare in empatia con quello che fanno ed è proprio il coinvolgimento emotivo a consentirgli di interiorizzare un comportamento rispettoso, e crescere in armonia con il contesto che li circonda.

Ma come spiego ai miei figli quanto siamo connessi alla terra?

In viaggio 

Quando organizzo un viaggio o una gita fuori porta mi piace immaginare cosa impareranno nella prossima fattoria che visiteremo, quale sarà il prossimo campeggio di montagna in cui ci sentiremo “esploratori in terre lontane”, oppure in quale agriturismo potremo assaporare piatti preparati seguendo il ritmo delle stagioni e le antiche usanze del luogo.

Penso a quanto potremmo imparare sostando in un eco villaggio perché mi piace che vedano abitudini differenti e più sostenibili delle nostre. Ci tengo che sappiano che come viviamo noi, o la maggior parte delle persone, non è l’unico modo possibile ma solo uno dei tanti da scoprire e con cui confrontarsi.

A casa e dintorni

Penso a località remote ma anche vicine, perché occasioni piacevoli di apprendimento per i bambini possiamo trovarle e crearle ovunque: nel giardino dietro casa, curando una piantina sul balcone, festeggiando la nascita dei frutti, i solstizi e gli equinozi.

Ciò fa che la differenza non è sempre cosa facciamo, ma come e con quale sguardo.

Viaggiai per giorni e notti per paesi lontani. Molto spesso per vedere alti monti, grandi mari e non avevo gli occhi per vedere a due passi da casa la goccia di rugiada sulla spiga di grano. Tagore

Anche il momento del pasto e  la scelta del cibo che acquistiamo è un’ottima occasione per mostrare ai bambini quanto siamo connessi alla terra e quanto sia importante prendercene cura.

Come?

Attraverso il buon esempio: prediligendo la filiera corta, la piccola distribuzione o facendo parte di un gruppo di acquisto solidale. E’ importante dare ai bambini dei  piccoli compiti di responsabilità adeguati alla loro età, come la lista della spesa o la scelta di ricette stagionali, ragionando insieme sui passaggi che intercorrono tra la produzione del cibo e quello che mettiamo a tavola. 

E per i più piccolini… manipolare, giocare, annusare e intonare filastrocche!

Siamo verdi e piccolini
Stiamo tutti ben vicini
stretti stretti nel baccello
ch’è di un verde così bello.
siamo buoni, siam fratelli
e ci chiamiamo…. piselli

Filippo Falsina”Percorsi Evolutivi” Ed. ARDEA 

 

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